Approccio
Nel mio lavoro psicologico adotto un approccio cognitivo-comportamentale integrato secondo la prospettiva costruttivista. Questo significa che considero la persona al centro del percorso terapeutico, con la sua storia, le sue esperienze e il significato che attribuisce agli eventi della propria vita.
L’approccio costruttivista parte dal presupposto che ognuno costruisce la propria realtà, e che i pensieri, le emozioni e i comportamenti sono influenzati dalle interpretazioni personali delle esperienze. L’obiettivo del percorso terapeutico è quindi favorire consapevolezza, comprensione e cambiamento, aiutando la persona a:
- riconoscere e rielaborare schemi di pensiero e comportamenti disfunzionali
- valorizzare le proprie risorse interne
- trovare strategie efficaci per affrontare le difficoltà quotidiane
- costruire significati più adattivi e soddisfacenti nella vita personale e nelle relazioni
In pratica, il mio lavoro è personalizzato e collaborativo, con interventi basati su evidenze scientifiche, che mirano al benessere emotivo, relazionale e cognitivo di chi si rivolge allo studio.
Il mio lavoro si ispira a un approccio cognitivo‑costruttivista ed evolutivo, che pone la persona al centro del percorso terapeutico, valorizzando la sua storia, le esperienze e il significato soggettivo delle situazioni di vita. Nel costruire il mio personale modello clinico, ho tratto spunto da diversi autori fondamentali della tradizione cognitivo‑costruttivista:
- Vittorio Guidano ha sottolineato l’importanza della costruzione soggettiva del sé, mostrando come i nostri pensieri, emozioni e comportamenti siano organizzati in schemi che integrano le esperienze passate e i significati attribuiti agli eventi. Dal suo lavoro ho appreso a considerare il cambiamento terapeutico come riorganizzazione della struttura interna del sé, e non solo come riduzione dei sintomi.
- Bruno Bara ha evidenziato il ruolo centrale della relazione terapeutica come spazio di co‑costruzione. Grazie ai suoi studi, ho integrato nella mia pratica l’idea che il cambiamento nasce non solo dall’intervento sulle cognizioni o sui comportamenti, ma dalla qualità dello scambio emotivo e cognitivo tra terapeuta e persona, in un clima di fiducia, empatia e collaborazione.
- Furio Lambruschi ha approfondito la comprensione dei processi di cambiamento, sottolineando come il lavoro clinico debba essere orientato a creare spazi di trasformazione personale in cui la persona possa esplorare, rielaborare e attribuire nuovi significati alle proprie esperienze. Il suo contributo ha rafforzato l’attenzione alla dinamicità della relazione e alla personalizzazione degli interventi.
- Giovanni Liotti ha portato un contributo fondamentale nell’ambito dei legami di attaccamento e della regolazione emotiva, evidenziando come le esperienze precoci e le relazioni significative influenzino la costruzione del sé e la vulnerabilità ai disturbi psicologici. Dal suo lavoro ho tratto l’importanza di considerare la dimensione relazionale ed emotiva come centrale nella valutazione e nel percorso terapeutico.
Combinando questi riferimenti teorici, il mio approccio mira a favorire consapevolezza, rielaborazione dei significati personali e relazionali e sviluppo di strategie di autoregolazione efficaci. Ogni percorso è personalizzato, fondato su evidenze scientifiche e costruito per aiutare la persona a comprendere, trasformare e integrare le proprie esperienze, promuovendo il benessere emotivo, cognitivo e relazionale.